Pino Imperatore è un raro esempio di “immigrato all’incontrario”: nato a Milano nel 1961, si è trasferito al Sud. Vive in provincia di Caserta e lavora a Napoli. È laureato in Scienze Politiche. Giornalista pubblicista, ha scritto per quotidiani e periodici ed ha collaborato con emittenti radiofoniche e televisive. Dirige il Servizio Grandi Eventi del Comune di Napoli.
È autore della fortunata opera umoristica In principio era il Verbo, poi vennero il soggetto e il complemento (Colonnese, Napoli, 2001). Con Edgardo Bellini conduce il Laboratorio di scrittura comica e umoristica Achille Campanile (unica esperienza del genere in Italia).
Ha collaborato alla prima edizione della trasmissione comica Bulldozer (Rai Due). Partecipa, presso il teatro TAM (Tunnel Amedeo) di Napoli, alle attività di un Laboratorio di cabaret legato alla trasmissione comica Zelig (Canale 5). Collabora con la rivista di cultura ludica Tangram. Alterna l’attività narrativa a quella poetica. Suoi racconti e poesie sono stati pubblicati in riviste, antologie e siti web. Ha vinto in tutta Italia numerosi premi letterari, tra cui il premio speciale Antonio de Curtis 2000 per la Narrativa, il premio Massimo Troisi 2001 per la Migliore Scrittura Comica, il trofeo Brontolo 2002 per il Teatro Umoristico, il premio Silarus 2002 per la Narrativa, il premio D’Annunzio 2002 per la Narrativa, il premio Prosa Poetica 2003 e il premio Abitando il Racconto 2003.
Pino Imperatore
Un anno strano a Roccapeppa
Paradossali e buffe cronache dalla capitale di Parthenopia
In un Paese immaginario - ma non tanto - l'emittente ufficiale Radio Appizzarecchie diffonde, via etere, ogni giorno il suo notiziario, il Roccapeppa News. Un anno della vita di Roccapeppa, capitale dello Stato libero di Parthenopia, situato tra Punta Campanaccia e Punta Campanile (!) all'ombra del vulcano Cicchetto... Pagina dopo pagina, si ride, si ride, si ride. Un umorismo a volte piccante ma mai greve, che ammicca costantemente al vissuto partenopeo
Edizione 2004 - Euro 12
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Il libro letto da:
Ely Demarco
In un paese immaginario - ma non poi tanto – l’emittente ufficiale Radio Appizzarecchie diffonde via etere ogni giorno, per 365 giorni all’anno, il suo notiziario, il Roccapeppa News…
Un anno della vita di Roccapeppa, capitale dello Stato Libero di Parthenopia, situata tra Punta Campanaccia e Punta Campanile (!) all’ombra del Vulcano Cicchetto.
Un paese dove il sindaco, Flora Puzzetta, il 2 gennaio si presenta in vestaglia al balcone del Municipio, reduce dagli stravizi della mezzanotte, per augurare ai concittadini “floridezza e appagamento” : e questo è solo l’inizio!
Giorno per giorno scorrono vicende (liete e drammatiche) di una esilarante “ordinaria follia”.
Dal terrore nel liceo - dove un pazzo armato di coltello sequestra il canarino del bidello chiedendo come riscatto peperonata, salsicce e nocillo, e arrendendosi solo davanti ad un’impepata di cozze, all’effetto afrodisiaco della più recente creazione del pasticciere, la “spogliatella” - che provoca nella castissima signora Pezzecaglia bollori tali da indurla ad uno spogliarello pubblico con assalto finale alle virtù dello sbalorditissimo marito.
Dalla resurrezione del novantenne possidente Lazzarelli - finito in rianimazione per una indigestione di fave, dato per morto e risorto al grido di “cucù settè ” provocando per lo spavento il decesso di due aspiranti eredi, alle esilaranti tracce dei temi della maturità (che non citiamo perchè dal ridere ci tremerebbe la mano..), alla scoperta dell’origine del termine cazzimma (sul quale pure taciamo, perchè i risvolti di copertina possono essere letti facilmente dai bambini..).
Un fuoco d’artificio di battute, situazioni grottesche, non-sense; un umorismo a volte piccante ma mai greve, che ammicca a situazioni ben più serie e reali del vissuto partenopeo; vissuto al quale l’Autore – che si definisce non a caso un “napoletano di ritorno” - guarda spesso: rappresentando personaggi e fatti volutamente “estremi”, mettendo a nudo certe caratteristiche della “ napoletanità ”, cogliendone il lato più ridicolo.
Con occhio ironico , ma sempre con affetto.